LA STORIA
Già nel 2015 si parlava della chiusura di Pesaro Studi, o più precisamente del fatto che il Comune non ci avrebbe messo più soldi, il che era più o meno equivalente. E le cifre di cui si parlava erano dell’ordine dei 300 mila euro.
https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/pesaro-studi-1.774409
https://www.ilmessaggero.it/marche/pesaro_studi_comune_chiude_rubinetti_contributi_soli_altri_tre_anni-918624.html
Alla fine nel luglio del 2018, cioè poco più di un anno fa, Pesaro Studi chiude tra le polemiche.
https://www.scribd.com/document/383702014/Addio-Pesaro-Studi-Il-Resto-del-Carlino-dell-11-luglio-2018
Polemiche che si sono trascinate fino a maggio di quest’anno (solo 4 mesi fa), quando un euforico riconfermato sindaco, togliendosi i proverbiali sassolini dalle scarpe, lancia “frecciatine anche per[…] il rettore dell’Università di Urbino Stocchi “Non ho affatto apprezzato il suo atteggiamento su Pesaro Studi; l’Università di Urbino ha chiuso Pesaro Studi e il primo a volerla chiudere era lui, non ha mai messo un euro e invece ha flirtato con i 5 Stelle forse per qualche poltrona in futuro”.
https://www.viverepesaro.it/2019/05/29/ricci-vi-dico-tutti-quelli-che-hanno-perso-venerd-festa-per-la-vittoria-alla-palla/732229/
Il sindaco Ricci afferma poi a giugno 2019, nelle linee programmatiche di inizio legislatura del Consiglio Comunale di Pesaro, che, testualmente, “abbiamo fatto […] scelte coraggiose, come il dimezzamento dei dirigenti e la chiusura di Pesaro Studi. Perché non si possono spendere 900 mila euro all’anno per mantenere qui due corsi dell’università di Urbino e poi non avere i soldi per gli asili.”.
Qui gli euro spesi all’anno dall’amministrazione diventano magicamente 900 mila all’anno. Sarà vero? Probabilmente questa cifra si spendeva prima del 2015, visto che già in quell’anno la giunta in carica faceva dichiarazioni in cui l’ammontare era invece intorno ai 300 mila euro.
Scopriamo poi la settimana scorsa (inizi ottobre 2019, nemmeno 4 mesi dopo l’esposizione delle linee programmatiche votate dalla maggioranza), dopo l’avvicinamento del M5S cittadino al PD su questo tema, che la cifra pagata annualmente dall’amministrazione si aggirava l’anno scorso (ultimo anno di attività di Pesaro Studi) intorno ai 350 mila euro, quindi non 900 mila (vedere dichiarazioni sui giornali e dichiarazioni dell’assessore al Bilancio in Consiglio Comunale).
Un balletto di cifre che evidentemente cambia a piacimento a seconda delle esigenze politiche del momento.
In ogni caso l’ultima posizione del sindaco che risulti, a oggi 10 ottobre 2019, è che il Comune di Pesaro non metterà soldi a bilancio nella spesa corrente per sostenere questo polo formativo.
LE CAUSE
I 5 Stelle di Pesaro già in campagna elettorale si erano mostrati molto morbidi nei confronti del PD e di Matteo Ricci. Durante questa campagna ci furono una serie di abbandoni dei passati personaggi di punta, che qualcuno descrive come “epurazione”.
D’altro canto in questi 4 mesi di legislatura comunale la paura da parte del sindaco Ricci di perdere le elezioni regionali nelle Marche era stata esternata più volte, così come la ricerca della collaborazione dei 5 Stelle dopo il cambio di alleanza nel governo nazionale, in chiave anti-Lega.
I segnali di un prossimo idillio tra i due erano quindi già nell’aria. La mozione pentastellata (su cui il cdx si è benevolmente astenuto, malgrado fosse senza nè capo nè coda) presentata nell’ultimo Consiglio è stato il modo per aprire le danze (vedi qui l’entusiamso del sindaco Ricci).

Una mozione presentata come urgente, ma che di urgente aveva solo l’imminenza delle elezioni regionali nelle Marche. Il PD e tutta la maggioranza l’hanno comunque approvata, malgrado i distinguo in fase di dibattito di alcuni tra loro, forse perplessi da questo cambio di direzione del sindaco.
https://www.centropagina.it/attualita/pesaro-pd-5stelle-lega-pesaro-studi-universita/
Ora i pentastellati sono caduti (volutamente) nella tela del ragno. Accettando la delega all’Università (che viene quindi tolta all’assessore Ceccarelli del PD) il M5S ratifica di fatto un appoggio alla giunta. Un appoggio che più che esterno pare proprio un vero mini-assessorato.
Se non si fosse voluto rendere strutturale questa alleanza infatti si sarebbero limitati a incontri bilateral e gruppi di lavoro.

LE CONSEGUENZE
Il compito di riportare a Pesaro un polo formativo che sia a) efficace dal punto di vista educativo e b) attrattivo per la popolazion studentesca e c) sostenibile dal punto di vista economico, diventerà più difficile con questo accordo, paradossalmente.
Questo perchè la mossa di Ricci è improntata alla spregiudicatezza politica, rischiando di rompere anche equilibri nel PD e nelle liste civiche di maggioranza, e orientato alle prossime Elezioni Regionali, dove non si esclude una sua candidatura.
Inoltre il Movimento 5 Stelle perderà credibilità in Consiglio in tutte le sue altre battaglie, come quella sull’Ospedale Unico di Muraglia, per citare l’esempio più eclatante. Si assume inoltre la responsabilità del successo o fallimento di ricreare un polo formativo universitario a Pesaro.
Al contrario un’operazione seria che avesse compreso maggioranza, M5S e centro-destra, sarebbe stata più credibile anche nei confronti delle istituzioni universitarie con cui si dice di voler dialogare.
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