Nel prossimo Consiglio comunale arriverà la decisione finale sul parcheggio di Baia Flaminia (90 posti).
Chiederò LA SOSPENSIONE di questo ordine del giorno in quanto questo progetto è iniziato nella precedente legislatura e vorrei che l’attuale consiglio comunale possa approfondire la questione, specialmente vista l’attuale mutato contesto delle norme per contrastare la pandemia.
Le contraddizioni dell’Amministrazione pesarese in tema di ambiente e qualità urbana sono palesi.
Le piste ciclabili e i monopattini sono il massimo a cui riescono ad arrivare.
Lo stesso sindaco nell’ultimo Consiglio comunale ha ammesso che la città è storicamente indietro nel trasporto pubblico, per concludere con un ben poco convincente “cercheremo di fare meglio”.
La “sostenibilità” è l’uso sostenibile delle risorse finite, in modo da preservarle per le generazioni future. Il suolo è una di queste risorse.
Certamente, quando sono nei panni dell’automobilista, anche io voglio trovare parcheggio facilmente. Certamente, gli esercenti vogliono rendere attrattiva la loro zona, ma essi non devono né tenere conto dell’interesse generale né essere esperti di urbanistica. Non è il loro compito.
Ma nei panni di un amministratore pubblico mi devo fare altre domande e cercare altre risposte.
Le aree di sosta vicine alla destinazione finale dei cittadini-consumatori, come sarebbe quella di Baia Flaminia, non possono che ridurre l’appetibilità del servizio di trasporto pubblico e aumentare il flusso di auto. Non lo dico io, ma innumerevoli urbanisti, numeri alla mano. Il caso degli USA è emblematico.
E quando poca gente userà il servizio pubblico, l’amministrazione userà questa motivazione per non investirci, senza rendersi conto che sono stati certi parcheggi concepiti frettolosamente a creare le condizioni. Un circolo vizioso.
Al di là della questione ambientale c’è la qualità urbana. Chiunque abbia visitato città in cui il trasporto pubblico è efficiente ha potuto apprezzarne i vantaggi. E in questi contesti i parcheggi scambiatori sono una scelta vincente.
Anche la mania di togliere gli stalli per le auto che si trovano lungo le strade e la pedonalizzazione non ragionata, possono essere solo fintamente delle soluzioni “green”. Sembrano ecologiche, vanno bene per la propaganda e per giustificare nuove aree di sosta, ma in effetti a volte tolgono attrattività a una zona, aumentano la congestione delle auto che si indirizzano tutte in un unico luogo (effetto imbuto) e tolgono un buffer di protezione tra il pedone e le auto circolanti. A meno che non si abbia un servizio pubblico frequente e funzionante.
Capisco benissimo che un parcheggio costa meno e costa una volta sola, rispetto alla gestione onerosa e complessa del trasporto di massa, ma allora si parli chiaro.
Non dimentichiamo inoltre il contesto attuale, completamente diverso da quello in cui questo parcheggio è stato concepito. Questa fase eccezionale della vita sociale mondiale sembra che porti a due tendenze: la preferenza per il mezzo di trasporto privato e la volontà di migliorare il nostro habitat urbano. Nulla sappiamo di cosa accadrà in termini di attrattività alla zona di Baia Flaminia, votata in maniera preponderante alla ristorazione. Dubito che un parcheggio oggi serva come poteva forse servire 4 mesi fa. Senza contare che già esiste un mega parcheggio a Baia Flaminia.
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